L’immagine in evidenza e le foto di questo articolo sono di Roberto Valentini 
Rileggendo Le pietre di Venezia di John Ruskin non ho mai accantonata la volontà di dedicare, emulando innumerevoli e versate menti, un’opera alla città che tanto appartiene alla mia storia e al mio sentire. Ne riporto di seguito alcuni versi (appartenenti a un gruppo di circa trenta sonetti e due più ampie liriche) vergati passeggiando sulle sue pietre antiche e disseminate di indizi. La scelta della forma chiusa è in questo caso una vera e propria rappresentazione analogica, una propagazione, nel riflesso delle rime sulle sponde dei versi, di quelli rinviati fra le chiese, i palagi, le finestre ed i loro, forse più consistenti, miracolosi riverberi d’acque.
Roberto Valentini, Le pietre riflesse; ISBN 979-8875617010 Clicca qui per acquistare la versione cartacea
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